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Entrato in vigore il Sismabonus 2017, nuovo incentivo per attenuare il rischio sismico degli edifici

Amatrice (RI), duramente colpita dal terremoto nell’agosto 2016.

Il Sismabonus 2017 è il nuovo incentivo approvato nel testo della legge di Bilancio 2017, che prevede la possibilità di fruire di detrazioni fiscali nel caso in cui si effettuino interventi di adeguamento sismico certificati su immobili adibiti a prime e seconde case, attività produttive e condomini. Uno strumento per la prevenzione e la cura del territorio dunque, a disposizione di tutti i cittadini che decidano di sostenere delle spese per la riduzione del rischio sismico degli edifici.

Gli immobili oggetto della nuova detrazione non sono solo quelli ubicati nelle zone 1 e 2 (sismicità alta e media), ma anche quelli della zona 3, considerata a sismicità bassa secondo l’ordinanza del Consiglio dei Ministri n. 3274 del 20 marzo 2003.

Strumento essenziale per la regolamentazione degli incentivi fiscali legati al Sismabonus sono le nuove Linee Guida per la classificazione del rischio sismico delle costruzioni. Esse consentono di attribuire ad un edificio una specifica Classe di Rischio sismico, inteso come misura matematica/ingegneristica per valutare il danno atteso a seguito di un possibile evento sismico. Le classi indivisuate sono 8, da A+ (rischio maggiore) a G (rischio maggiore).

Il Sismabonus prevede due diverse percentuali di detrazione, a seconda del tipo di immobile oggetto dell’intervento e della riduzione della classe di rischio. Per gli interventi effettuati su abitazioni e attività produttive spetta una detrazione pari al 70% se essi determinano una riduzione di rischio di una classe, e dell’80% se determinano una riduzione di rischio di due classi. Per gli interventi effettuati sui condomini, invece, spetta una detrazione pari al 75% se la riduzione del rischio è di una classe, all’85% se la riduzione è di due classi.

Il Sismabonus è fruibile per lavori di adeguamento sismico effettuati tra il 1° gennaio 2017 e il 31 dicembre 2021 e si può detrarre, e quindi recuperare, in 5 anni anziché in 10. La spesa massima non potrà superare i 96.000 €, ivi compresi i costi per effettuare la classificazione e la verifica sismica degli immobili.