Influenza dei tetti verdi estensivi sulla qualità delle acque meteoriche

Simone Veltri - Università della Calabria, Patrizia Piro - Università della Calabria, Michele Porti - Università della Calabria

Monitoraggio della qualità delle acque di scarico in uscita da un tetto vegetato in ambiente sub-Mediterraneo;  Analisi dei principali parametri chimico-fisici delle acque (pH, conducibilità elettrica, TSS, composti azotati);  Identificazione del comportamento da " serbatoio " e/o da " sorgente " da parte della copertura vegetata nei confronti dei composti rilevati. 1 INTRODUZIONE Eventi meteorici sempre più intensi, associati all'eccessiva impermeabilizzazione nelle aree urbane, stanno provocando fenomeni di scorrimento superficiale incontrollato e un aumento dei volumi d'acqua gravanti sulle reti di drenaggio. Le suddette condizioni, associate all'insufficiente manutenzione e al mancato adeguamento delle reti favoriscono l'insorgere di deficienze strutturali, causando spesso gravi ripercussioni sull'ambiente con danni notevoli. Le ripetute emergenze derivanti dalla combinazione dei suddetti scenari, associate alla sempre maggiore richiesta di ripristino dell'habitat naturale cittadino per il benessere collettivo, impone oramai l'impiego di nuovi sistemi costruttivi in un'ottica di sostenibilità ambientale, in alternativa alle tecniche costruttive che in passato hanno caratterizzato lo sviluppo urbano. In accordo alla definizione di sostenibilità (WCED, 1987) nella gestione delle risorse idriche ed energetiche in ambito urbano possono essere impiegate tecniche costruttive che rispondono ai principi delle Best Management Practices (BMPs) e delle Low Impact Developments (LIDs). In un'ottica di progettazione sostenibile, le coperture a verde degli edifici costituiscono una valida alternativa ai sistemi di smaltimento tradizionali perché sfruttano le caratteristiche del substrato e delle specie vegetali impiantate insieme alle tecniche dell'ingegneria. La progettazione degli stessi fa riferimento alla norma UNI 11235:2007-" Istruzioni per la progettazione, l'esecuzione e la manutenzione di coperture a verde " (Andri et al., 2012). I tetti verdi offrono numerosi benefici: dal punto di vista idraulico, essi modificano la distribuzione temporale del deflusso delle acque piovane rispetto ad un tetto tradizionale attenuando e ritardando il picco delle portate; dal punto di vista energetico, essi permettono di isolare termicamente gli ambienti sottostanti in inverno e di raffrescarli nel periodo estivo. Un aspetto importante nell'ambito delle coperture a verde è l'esame della qualità delle acque da esse rilasciate. Alcuni studi di letteratura hanno studiato la qualità delle acque meteoriche di dilavamento dai tetti verdi. Berndtsson et al. (2009) hanno mostrato l'influenza del tipo di materiale utilizzato (substrato colturale, drenaggio), del tipo di vegetazione e della dinamica della precipitazione. Gli studi di Vijayaraghavan et al. (2012) ed Emilsson et al. (2007) hanno individuato nei fertilizzanti utilizzati una fonte di inquinamento. Speak et al. (2014) hanno studiato l'influenza dell'età del tetto sulla qualità dell'acqua meteorica dilavata. È, dunque, di fondamentale importanza il monitoraggio qualitativo delle acque di scarico da queste tipologie di coperture ponendo particolare attenzione all'uso dei materiali utilizzati. I tipi di inquinanti deputati principalmente al deterioramento qualitativo delle acque di dilavamento sono i nutrienti (azoto e fosforo) ed i solidi sospesi totali. Questi inquinanti devono essere monitorati per impedire l'innescarsi di fenomeni di eutrofizzazione e sviluppo di condizioni anaerobiche nei corpi idrici ricettori. Nel presente studio viene analizzata l'influenza di un tetto verde di tipo estensivo, installato presso l'Università della Calabria, sulla qualità delle acque di scarico della copertura.

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