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Le soluzioni per la gestione delle acque riducono al minimo i danni dovuti alle inondazioni

Il cambiamento climatico legato all’urbanizzazione sta alterando il naturale ciclo idrologico e oggi la gestione delle acque è diventata quindi un tema di grande rilevanza e attualità.

Eventi catastrofici dovuti ad una cattiva gestione dell’acqua sono sempre più frequenti. Tra questi vi sono le inondazioni, che sono le calamità naturali più comuni e più distruttive della Terra. Si verifica un’alluvione quando l’acqua tracima o inonda un terreno che è normalmente asciutto. 

Negli Stati Uniti, dove la mitigazione e la previsione delle inondazioni sono a livelli avanzati, questi fenomeni causano danni per circa 6 miliardi di dollari e uccidono ogni anno circa 140 persone.

Qui diverse leggi conosciute come Flood Control Act autorizzano il U.S. Army Corps of Engineers a progettare e costruire sistemi per il controllo delle inondazioni dal 1928. In particolare, un’Agenzia Governativa chiamata FEMA sostiene i cittadini e si impegna a fronteggiare questi pericoli potenziali fornendo una guida delle aree ad alto rischio alluvioni ed indicandole nella mappa Flood Insurance Rate Map (FIRM). Tali aree devono ottenere un Certificato di innalzamento, che determina la loro protezione contro le inondazioni.

Le case ubicate in queste zone possono essere rialzate secondo i metodi illustrati dalle norme della FEMA. I metodi utilizzati per elevare un edificio sono diversi a seconda del tipo di abitazione, del materiale con cui è costruita e dell’area in cui si trova. L’unico elemento in comune è il livello di elevazione, indicato in base al BFE (Base Flood Elevation), di ogni specifica area. Il BFE è il calcolo dell’altezza a cui si prevede che l’acqua possa salire durante un’alluvione, ed è indicato nella Flood Insurance Rate Map. Si raccomanda quindi di alzare gli edifici fino a 3 o 4 metri al di sopra del livello del suolo esistente, nonché ampiamente sopra il BFE, in modo da garantire una protezione significativa.

D’altro canto, esistono anche soluzioni in grado di ridurre il rischio di alluvioni alla base. I sistemi di gestione delle acque possono, infatti, mitigare gli effetti di questi eventi catastrofici nelle aree urbane:

  • Giardini pensili: assorbono il 50% dell’acqua piovana, riducendo la quantità da smaltire nella rete fognaria;
  • Parcheggi verdi o drenanti: i parcheggi in calcestruzzo possono essere sostituiti con parcheggi verdi o drenanti senza perdere la loro funzione. La permeabilità sarà molto elevata, fino al 95%;
  • Sistemi di drenaggio e di accumulo: facilitano l’infiltrazione dell’acqua nel sottosuolo, risolvendo i problemi di allagamento causati da forti precipitazioni;
  • Bacini sotterranei per lo stoccaggio delle acque: riducono la quantità d’acqua nelle fognature, filtrano naturalmente i materiali inquinanti e ripristinano il naturale equilibrio idrologico nelle aree urbane.

I sistemi per il drenaggio e lo smaltimento delle acque piovane sono un’ottima soluzione per superare la barriera della cementificazione. Essi lavorano attraverso “processi di infiltrazione“, permettendo all’acqua di ripristinare la sua funzione naturale e riducendo il deflusso superficiale.

 

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